L’Esperienza è uno strumento di evangelizzazione cui è sottesa una rigorosa metodologia che consente, nel breve intervallo di 3 giorni, di raccontare la storia della Salvezza, facendo luce sul Mistero della Pasqua di Gesù Cristo.

Ognuno dei 3 giorni ha un titolo:

1. ASCOLTARSI

2. ASCOLTARE

3. RIUSCIRE

Nel corso dei 3 giorni vengono sviluppate delle relazioni che trattano diversi argomenti, al mattino focalizzate sull’aspetto antropologico, mentre al pomeriggio sulla risposta teologica.

Le relazioni del mattino del 1° giorno sono: “L’uomo si interroga” e “L’altro ed io“; la relazione teologica del pomeriggio “Storia della Libertà di Gesù“. La prima giornata si chiude con un Cineforum vocazionale.

 

Al mattino del 2°giorno le relazioni proposte sono: “Al di là del naso per condividere” e “Amare e donarsi“, mentre la relazione teologica del pomeriggio, vero cuore dell’esperienza, si intitola “Gesù, il Cristo“, durante la quale si dà l’annuncio della Pasqua. Alla sera si conclude la giornata con la relazione sul sacramento della riconciliazione “L’incontro che perdona“.

 

Il 3° giorno presenta uno schema leggermente diverso: si comincia con una relazione teologica sulla Chiesa, dal titolo “L’utopia dell’uomo, la Chiesa” e si prosegue con una relazione dal titolo “Insieme per essere Chiesa” la quale presenta nel concreto l’essere Chiesa nella nostra Comunità parrocchiale. Nel pomeriggio si conclude con la relazione teologica sull’Eucaristia.

Ciò che contraddistingue questo strumento di evangelizzazione è la presenza di giovani a fare da testimoni dell’amore di Cristo ricevuto e incontrato, a parlare della bellezza e della gioia di sentirsi parte di una Comunità, del desiderio irrefrenabile di condividere Cristo, così come scrive l’apostolo dell’Amore:

“Quello che abbiamo veduto e udito noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi” (1 Gv 1, 3)

L’Equipe di giovani che guida una Esperienza inizia il suo lavoro circa 6-8mesi prima dell’Esperienza stessa, lavoro che è sia di braccia che di ginocchia! ….Ognuno di loro, chiamato a questa tre giorni, è impegnato a svolgere in mini-equipe una delle relazioni antropologiche citate, le quali, tuttavia, costituiscono solo ed unicamente la “cornice” della propria testimonianza di vita, cuore vero del lavoro e della preghiera dei mesi di preparazione!

L’Esperienza tuttavia non coinvolge soltanto l’equipe, ma tutta la comunità parrocchiale è in fermento fin dal prinxipio: un gruppo di servizio (GdS) provvede ad ogni necessità materiale che si presenti alla casa nel corso dei Tre Giorni, ed un gruppo di preghiera è all'”opera” – giorno e notte – per i nuovi fratelli così come per tutta l’equipe…è la vera “avanguardia” dell’Esperienza …l’avanguardia orante che tiene in alto le mani per chiedere sostegno a Dio!

Padre Fabrizio Cristarella Orestano, al termine della relazione centrale dell’esperienza “Gesù il Cristo” ama ripetere:

“Noi dell’equipe, inviati dalla intera comunità parrocchiale, avevamo un debito con voi, fratelli. Siamo venuti fin qui per dirvi tutto questo, per raccontarvi questa Storia d’Amore”…

E’ così…. tuttavia, una volta pagato questo debito, tutto tornerebbe come prima se non vi fosse un serio cammino cristiano che parte dal 4° giorno e prosegue tutta la vita!!! No…. L’Esperienza infatti non vuole essere una bella parentesi della nostra vita…un supermercato delle emozioni…una vetrina di storie edificanti! L’Esperienza è solo il momento iniziale, un bagliore di luce che trafigge le tenebre…ma il cammino prosegue, per chi lo desidera, con un appuntamento fisso il sabato pomeriggio (nella Comunità di Napoli) nel corso del quale, oltre alla formazione catechetica, si impara  giorno per giorno a “fare” Comunità!

Accoglienza XL Esperienza
Accoglienza XL Esperienza

Ai nuovi fratelli che entrano a far parte della comunità parrocchiale viene affidato il Vangelo di Marco, il Vangelo dei Catecumeni, che segnerà questa sorta di “noviziato” in comunità.

Molti sono, purtroppo, quelli che abbandonano il cammino…. molti quelli che vengono risucchiati dal grigiore della quotidianità, tornando a cibarsi di carrube lontano dal Padre. Molti sono quelli che, dopo un periodo di grande fervore, si arrendono alla prima seria difficoltà. Molti altri quelli che, delusi dalla povera umanità di ciascuno di noi, ritengono di essere stati raggirati, e vanno via sbattendo la porta.

Alle volte si è assaliti dallo sconforto, dimenticando la Parola di Gesù che – nel narrarci la Parabola del seminatore – ci ammonisce di non preoccuparci dei risultati! A noi deve bastare lavorare per il Regno….il Regno è Suo, e noi servi inutili!

Spesso, ahi-noi, capita che dei fratelli si allontanino perché non sempre si è servitori fedeli della Sua Parola. Non sempre manteniamo la forza d’urto del vivere cristiano, questo “scandalum” rispetto alle aspettative del mondo. Troppo spesso abbiamo ragionato con questo presupposto, di dare al mondo ciò che chiede. San Paolo stesso all’Aeropago aveva sperimentato il fallimento di questo atteggiamento, di chi cioè vuole asservire il kèrygma alle esigenze del mondo.

Perciò ci è richiesto di proclamare questo annuncio nello Spirito Santo, da veri credenti, correndo il rischio – se occorre – dell’inferiorità culturale di fronte ai difensori della pura ragione, e di fronte a coloro che hanno come unico obiettivo di rispondere alle attese del mondo.

A Cristo chiediamo di indicarci il cammino…di aiutarci a vivere la fede senza tiepidezze…. di sostenerci nel preservare i frutti che lo Spirito ha fatto e farà nascere in questa Comunità. E chiediamo poi a Gesù, con grande umiltà e con fede salda, di permettere di far nascere ancora e ancora nuovi frutti in questa nostra Comunità…. frutti di santità!