….una esperienza di Dio!

 

ASCOLTARSI
ASCOLTARE
PER ESSERE SE STESSI

 

Per capire cosa sia l’Esperienza è necessario innanzi tutto FARLA, trascorrere questi tre giorni affidandosi!

Dal 5 all’8 Dicembre del 1987, giorni della I Esperienza Giovani ad oggi (siamo alla XLI Esperienza!), presso la Parrocchia di Santa Teresa del Gesù Bambino di Napoli, più di 2000 persone, tra ragazzi e ragazze tra i 18 e i 45 anni circa hanno partecipato a questa “tre giorni”, e nessuno prima di farlo sapeva di cosa si trattasse!

In un certo qual senso, si può dire che si tratta di un’avventura, una delle tante che si fanno e a volte si cercano nella vita…sono 3 giorni che si decide di dedicare a sè, o agli altri…o forse ad un Altro… Sono tre giorni vissuti in convivenza con tutti coloro che vi partecipano, presso una casa di ospitalità. Ma non è nè un convegno, nè una vacanza, nè un ritiro spirituale!!

Fermarsi dalla frenesia della vita quotidiana….Cercare qualche momento per pensare a sè…. e stare! Guardarsi dentro, concedersi la possibilità di confrontarsi seriamente e con profondità con se stessi e con gli altri su temi importanti della vita, su cose che ci interrogano, ma che spesso non trovano il tempo, il luogo necessario e l’attenzione giusta per essere affrontate.

Questa forse è l’Esperienza. Ma non è tutto, e non è solo questo. E’ tanto di più. 

L’Esperienza è articolata in una sera dell’arrivo (generalmente, un giovedì sera), incentrata sulla presentazione del percorso, e da tre giorni (dal venerdì alla domenica) cui è dato il seguente titolo:
  • Ascoltarsi (1° giorno)
  • Ascoltare (2° giorno)
  • Riuscire (3° giorno).

Ognuno dei tre giorni è quindi caratterizzato da un tema: ASCOLTARSI, ASCOLTARE, RIUSCIRE, ciascuno dei quali è affrontato attraverso delle relazioni: 

  • Relazioni antropologiche  tenute da laici, su precise tematiche inerenti l’uomo, le sue domande e la sua vita di relazione;
  • Relazioni teologiche  in genere tenute da presbiteri o seminaristi, su argomenti e specifiche proposte che mostrano la via di Cristo Gesù come possibile risposta alle domande dell’uomo.

Entrambe le due tipologie di relazioni (sia quelle antropologiche che quelle teologiche) sono supportate da testimonianze di vita degli stessi relatori…. Il kerygma, infatti, è sempre testimoniale, è “esperienziale”: è l’annuncio di una vita trasformata ma pur sempre in lotta per la trasformazione, e in lotta per una vita di senso. Senza la messa in gioco della propria vita, della propria testimonianza, il kerygma non è più tale e rischia di diventare solo dottrina; pensiamo alla forza del primo kerygma, quello proclamato da Pietro nel giorno di Pentecoste in At 2,22-24:

22 Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nàzaret – uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi sapete bene -, 23 consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l’avete crocifisso e l’avete ucciso. 24 Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. 32 Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. (Atti degli Apostoli 2, 22-24)

 

 

Le foto di gruppo delle varie Esperienze…