Quando il Gruppo Esperienza (denominato Gruppo Giovani fino al 2006) nel 1998 compì i dieci anni dalla prima esperienza (8 dicembre 1987), così iniziava un documento con il quale si voleva invitare la Comunità alla riflessione: Le radici e le ali!

Le radici, ad indicare il legame necessario, il senso di appartenenza ad un territorio, ad una storia, alle persone incontrate…

Le ali che richiamano voli di uccelli migratori, voli di libertà, libertà di sognare mondi altri, relazioni pacificate, convivialità delle differenze, amore vissuto e comunione.. possibilità di SOGNARE e realizzare la parola di Atti 2, 42-48

E così ecco la storia dei nostri inizi…

Perché? Ma perché nella memoria ci sia dato il coraggio di volare…
La I Esperienza Giovani ebbe luogo dal 5 all’8 dicembre 1987, 
nella casa dei Gesuiti a Cappella Cangiani, e quest’anno ricorre appunto il venticinquennale dell’Esperienza, che sarà celebrato con una serie di iniziative che di volta in volta troverete
qui!

Questo INIZIO non fu improvvisato, ma fu preparato molto e molto tempo prima…. Si può dire che io abbai passato il tempo del mio Seminario a SOGNARE il Gruppo Giovani… era infatti l’ottobre del 1983 quando entrai in Seminario, e dopo qualche mese fu spontanea l’osservazione che nella nostra Parrocchia (quella di Santa Teresa del Gesù Bambino) non era presente alcuna realtà giovanile: c’erano dei piccoli, sporadici raggruppamenti ma nulla di profondo e nulla di stabile…

Finita la stagione della mia gioventù-adolescenza, della mia generazione, e finiti i vari gruppi di cui facevo parte (Antares, Emmanuel, Amicizia e più tardi i gruppi Honduras, Tedae etc.) non c’era quasi più nulla. Insieme a P. Giuseppe, il Vice-parroco di allora, ci si guardò attorno e fu scelto quello che allora era chiamato il “Gruppo Lettori” per iniziare con loro un cammino. Era un gruppo di otto ragazzi, all’incirca di 17 anni.

Nel marzo del 1984 al Cenacolo di via Manzoni fu tenuto il primo ritiro di quello che doveva essere il nucleo del futuro Gruppo Giovani!
Erano presenti: Paolo e Gaetano C., Carlo B., Carmelo D., Sandro L., Dario Cristarella Orestano, Davide I., Claudio P., P. Giuseppe B. e il sottoscritto.
In questo ritiro si decise che era ferma volontà di tutti iniziare un cammino serio di formazione Cristiana, non solo per continuare il servizio liturgico che allora svolgeva, ma soprattutto per mettere le fondamenta di una pastorale giovanile di qualità. Per due anni circa questo gruppo si incontrò ogni sabato pomeriggio (ecco l’origine del SABATO: io ero in Seminario e solo di sabato potevo uscire!), approfondendo soprattutto tematiche antropologiche. Alla fine ci fu anche la lettura e l’approfondimento di passi della “
Gaudium et Spes” per una retta fondazione del rapporto Chiesa-mondo.


Nell’anno pastorale 1985-86 questo gruppetto fu allargato alle fidanzate dei primi componenti e ad altri ragazzi e ragazze. Erano: Antonella I., Imma R., Marina D., Gloria L., Maria P., Gianni G., Luca Lupoli, Nunzia M., Rosaria di C., Giuseppe Gugliotta, Roberto B., Anna V..
Nel corso di un ritiro nel novembre del 1985 a Cappella Cangiani, questo nuovo gruppo aderì con entusiasmo a quel progetto di pastorale giovanile che si voleva lanciare, ma ci si rese conto che la formazione pastorale doveva essere curata con molta attenzione.

Intanto nell’ottobre del 1985 era entrato in Seminario anche Carlo B.. Ci si diede una regola di fondo per lavorare con questo nuovo gruppo: nulla dare per scontato!

Fu importante questo principio, perché ci permise, catecheticamente, di affrontare tutti i dati della fede cristiana, interrogandosi su di essi per accoglierli in un atto di fede sempre più personale.

Il gruppo camminò magnificamente, e il Sabato era un giorno atteso con tanta ansia gioiosa, sia per noi due seminaristi sia da tutti gli altri ragazzi. Ogni tema veniva affrontato in due momenti:

1) lettura di un passo della Scrittura con susseguente momento soggettivo in cui ciascuno enucleava da quel testo i temi più evidente per lui e

2) momento oggettivo in cui Carlo ed io ci alternavamo nella catechesi teologica su quei temi.

La raccolta di quelle catechesi esiste ancora perché tutte furono dattiloscritte e rilegate.

Fu davvero, come dicevo, un cammino entusiasmante nel quale sempre più si accendeva l’ansia nei nostri cuori di fare qualcosa per gli altri giovani. Questo gruppo fece esperienza viva di Chiesa, di comunità, di fraternità! Ci siamo davvero voluti bene… abbiamo fatto assieme grandi Sogni…  qui c’è la radice di quella SCOMMESSA di cui abbiamo sempre parlato, quella SCOMMESSA che ancora oggi ci accompagna: è possibile in una parrocchia vivere la Comunità in modo radicale e pieno secondo il piano di Atti 2, 42-48.

Il cammino di questo gruppo, dal quale nacque la I Esperienza, fu costellato di ritiri molto fruttuosi in cui imparammo a pregare, ad adorare il Signore presente nell’Eucarestia, a cantare a Lui di cuore; imparavamo a tenere tra le mani la Santa Scrittura, imparavamo a meditarla, a cercare lì le risposte; imparavamo a stare bene insieme e sempre più a volerci bene. Quei fine-settimana, quasi tutti trascorsi a Cappella Cangiani, erano momenti davvero di Grazia, di gioia e di fraternità.

Negli anni pastorali 1985-86 e 1986-87 questo gruppo visse e lavorò assieme con grande entusiasmo. Non mancarono delle difficoltà personali ma mai ci furono discussioni e contrapposizioni. Dopo la Pasqua del 1987 si decise che era giunto il momento di allargare la nostra esperienza di Chiesa, di Comunità, la nostra esperienza di Cristo Risorto: bisognava creare una “esperienza di annuncio” del cuore della fede che fosse adatto ai giovani.
Per comune vissuto parrocchiale avevamo davanti agli occhi l’Esperienza dei
Cursillos di Cristianità (nell’Aprile del 1977 io avevo vissuto quell’Esperienza, e lì avevo incontrato l’Amore del Signore, avevo percepito la Sua volontà su di me). La conoscenza del Cursillos ci suggerì la necessità di un’esperienza forte di primo annuncio della fede che fosse l’inizio di un cammino da fare dopo. Dovevamo, sull’idea di fondo dei tre giorni di annuncio che il Cursillos ci suggeriva, creare un “Esperienza Kerygmatica” adatta specificatamente ai giovani!

Furono mesi di studio e di confronto, finché nacque un primo schema dell’ESPERIENZA che volemmo fosse incentrato sull’annuncio della Pasqua di Gesù. In questo lavoro fu coinvolto il Teologo Bruno Forte (oggi Arcivescovo di Chieti-Vasto) che ci aiutò a sintetizzare la teologia che sottende allo schema dell’Esperienza. Con lui avemmo due incontri nella sua casa di C.so Vittorio Emanuele a Napoli, ed a lui risalgono alcuni titoli di relazioni (quella sulla Pasqua che lui ci consigliò di chiamare “GESU’ IL CRISTO”, e quella sulla Chiesa per cui ci suggerì il suggestivo titolo “L’UTOPIA DELL’UOMO: LA CHIESA”). 

Nel Settembre del 1987 era entrato in Seminario un altro di noi: Carmelo D. e, proprio da quel settembre, iniziò la preparazione della I Esperienza Giovani.
La prima equipe, formata dal gruppo originario tranne Gaetano C., Claudio C. e Rosaria di C. che per vari motivi si tirarono indietro, lavorò con un entusiasmo grande, come pure noi tre Seminaristi e P. Giuseppe.
Giunse la data stabilita, e il gruppetto dei nuovi che riuscimmo a convincere era composto di 18 persone…  l’equipe di 20 persone! Erano: Rita A., Sabrina B., Francesco Maria C., Antonio C., Daniela C., Tommaso D., Arrigo F., Daniela G., Anna L., Vincenzo M., Paola P., Clara P., Francesco P., Maria Pia P., Francesca S., Mara T.. Molti di questi fratelli testimoni della prima ora (della prima equipe e dei primi “nuovi”) sono ancora in mezzo a noi e continuano il loro cammino….. usiamo anche la loro testimonianza…

Il 5 dicembre del 1987 iniziò l’avventura… iniziò un sogno e una scommessa che ancora oggi ci accompagnano, e che sono stati la grande piattaforma su cui il Signore ha costruito ciò che noi siamo oggi personalmente e comunitariamente. All’indomani della I Esperienza nacque in noi una consapevolezza e una certezza: non è detto che la Parrocchia debba essere solo un luogo di passaggio e di servizi, ma in una parrocchia può esserci una Comunità di fratelli e sorelle che ne animano la vita e che lì vivono il loro quotidiano fatto di condivisione e concreta fraternità. Fratelli e sorelle che tutto fondano sull’esperienza viva del Cristo crocefisso e risorto.

E’ At 2, 42-48 il nostro sogno!

«Sia lodato il Suo Amore che ci ha insegnato a sognare con il Suo Vangelo e a spendere la vita per Esso e per la Chiesa, una Chiesa e una comunità fatta di fratelli che il Signore ci ha donato, e nella quale impariamo ogni giorno a non aver paura né delle contraddizioni interne né delle suggestioni mondane che la premano dal di fuori»
di Padre Fabrizio Cristarella Orestano