Le sorelle Fontana, che siamo noi

 


 

Le sorelle Fontana
Le sorelle Fontana

Le sorelle Fontana, con il loro atelier e la loro alta sartoria, a partire dagli anni ’40 resero famoso lo stile italiano nel mondo divenendo le costumiste preferite di celebri registi, fondando una loro maison specializzata in abiti di alta moda!

Loro!

Noi del Musical USB abbiamo fatto pure meglio, e lo dico con grande convinzione, e pure con un pizzico di orgoglio per il grande lavoro svolto a partire dal nulla!

Tenuto conto che tra le sorelle non-Fontana che si sono occupate della sartoria solo due sono del settore, e cioè Adua Testa e Carmen Guarino, tutte le altre, che con grande spirito di abnegazione si sono dedicate al taglia&cuci, provengono dai più disparati ambiti lavorativi, per cui riuscire a vedere in scenda ben 30 persone tra ballerini e protagonisti che indossano vestiti che anche solo vagamente ricordano degli abiti medioevali, è un successone!

Tutto ha avito inizio dalla ricerca delle stoffe: vista la scarsa liquidità (nulla, direi!) avevamo bisogno di un inizio….il classico “la” per iniziare a tagliare e cucire. Acquistare le stoffe, seppure in mercatini rionali e da scampoli reperiti qua e là, non era dunque possibile….mumble ….mumble…una preghiera, ed un piccolo aiutino dall’Alto e tutto si è risolto!

Grazie infatti al provvidenziale intervento di Luigi Abazia sono state reperite tutta una serie di stoffe….per gentile concessione dei tendaggi e delle mantovane della RAI.
Il suggerimento ci è venuto dalla mitica scena di Rossella O’Hara nel film “Via col vento“….
Seguitela, dura meno di 1 minuto, ma è esattamente quello che è accaduto tra le sorelle-Fontana de’ noantri che, ricevuti i tendaggi, ne hanno fatto abiti di scena!




Sì, avete letto bene…tendaggi, mantovane e passamanerie in perfetto stile barocco.
Ma tant’è…quello era il materiale a disposizione e con quello si doveva partire. Eccole tutte le stoffe depositate nell’Aula 5 della nostra Parrocchia…

tendaggi e mantovane...le "stoffe" da cui partire per g
Tendaggi e mantovane…le “stoffe” da cui partire per gli abiti di scena

A seguito di questo importante aiuto, si doveva adattare il materiale ricevuto in dono a tutti gli schizzi ed i provini in carta che Adua Testa (la nostra stilista) aveva realizzato, e tagliare, tagliare, tagliare e poi cucire, cucire, cucire, cucire….

Io a malapena infilo l’ago….sono scesa giusto qualche volta nella mitica Aula 5 della Parrocchia di Santa Teresa di Gesù Bambino, dove a qualsiasi ora del giorno e della notte è possibile trovare ancora oggi qualche pia sorella-Fontana intenta a meditare/tagliare/cucire/misurare…eh, sì… perchè prima di tagliare e cucire si doveva meditare bene, per evitare di dover buttare poi tutto.





Qui sotto potete infatti osservare
Annalisa Rensi Pagliara intenta a meditare, appunto, al cospetto di un provino in carta da riportare su stoffa!

Pertanto, voi tutti spettatori, sappiate che dietro ogni abito che la sera del 12 settembre 2014 alle h 20.30 vedrete sul palcoscenico del Teatro Troisi, ci sta una lunga lista di donne che hanno lavorato a tutto questo, e non solo….lunghi tempi di meditazione sul da farsi, e polvere …polvere….polvere dell’Aula 5!

Le sorelle-non Fontana della Parrocchia di S. Teresa del Gesù Bambino sono: Luisa Spada, Adua Testa, Carmen Guarino, Annalisa Pagliara, Tonia Monaco, Autilia Rondinone, Roberta Botta e Titta Ciavola…tutte sotto la supervisione della regista Terry De Sio!

Annalisa in meditazione
Annalisa in meditazione

 

 

 

Le misure
Le misure

Facendosi dunque largo tra la polvere della Aula 5 e con in mano le sole misure prese agli attori/ballerini, le sorelle non-Fontana hanno iniziato la loro indefessa opera di realizzazione degli abiti di scena. Qui sotto vediamo Carmen Guarino Platone che, calcolatrice alla mano, controlla che la dimensione dello scampolo-tendaggio si adatti a Ciccio Arnese! Carmen si è dedicata con grande sacrificio a questa opera….un’opera di Dio! Un grazie speciale va a lei…senza la quale sarebbe stato difficile pensare di portare in scena il nostro Musical!




Carmen Guarino, un grazie speciale a lei!
Carmen Guarino, un grazie speciale a lei!
Carmen e Annalisa
Carmen e Annalisa


Una volta che gli abiti sono stati ideati, e successivamente realizzati, si è passati alla fase di prova degli stesso, imbastiti su modelle dal fisico statuario e prontamente dedite all’uopo.
E qui…a questa affermazione…mi raccomando….che nessuno rida!

Di seguito vediamo alcune delle modelle che si sono prestate alla fase di prova.

L’espressione sul volto della nostra prima modella-sarta-non Fontana è indice della scarsa credibilità delle stesse, nonché dell’improbabile ruolo assegnatogli…!
Autilia Rondinone Esposito, che da sarta si trasforma in truccatrice nel giro di poche ore, ha l’aria talmente triste e affranta che stentiamo a credere che la causa possa essere nell’abito che indossa, nonostante questo somigli incredibilmente ai vestitini delle recite di scuola materna.
Sono piuttosto propensa a credere che Autilia nel momento dello scatto della foto avesse un ago conficcato nel fianco, o entrambi i piedi poggiati sui ceci….
Quello che indossa Autilia, con misurata convinzione, non è dunque il vestito di un angioletto della recita di Natale 2013, ma l’abito nientepopodimeno di una delle Virtù, che danzeranno in scena al fianco di Roberto!
E che virtù!

Coraggio Autilia. Un sorriso per la stampa!

 

Autilia Rondinone
Autilia Rondinone


Anche in quest’altro scatto, Autilia si mostra decisamente depressa….non perché non creda nel Musical e nella sua sartoria, ma perchè le hanno cucito sulla pelle uno chiffon in seta beige damascato, che nessuno si sognerebbe mai neppure di tenere chiuso in un cassetto!
Ma a noi lo chiffon è venuto a costare pochissimo, fa figura, è debolmente svolazzante, e non ci interessa se nel Medioevo non esistesse neppure!
Osservate bene: Autilia sta lì lì per piangere….indossando l’abito nientepopodimeno che di Ermengarda, la madre di Roberto!

E poi una immagine di Annalisa…prima, nella fase di taglio&cucito. era serena e sorridente.
Ora, con indosso l'”abito” di una delle virtù pare stia andando al patibolo….
Annalisa, aripijate!

Autilia
Autilia
Annalisa
Annalisa

Madre coraggio (Autilia) ha fatto fare da modella anche alla ignara figlioletta Fiorella, che pensando fosse arrivato carnevale, è certa di indossare l’abito di cappuccetto rosso….è l’unica che sorride!
Questo sarà il vestito di scena della contessina di Monfort, un personaggio chiave della scena del balletto iniziale!
Spero vivamente che qualcuno abbia il buon gusto di togliere il copricapo alla ballerina che dovrà indossare questo coso…ehm…questo abito!

Fiorella2

Maria Roberta Botta de Nicola invece pare essere più soddisfatta del lavoro: non sappiamo se quella che indossa è una mantella, un poncio oppure uno scialle da notte…
Va bene lo stesso…dietro ha una coda che ricorda debolmente lo strascico di un vestito da sposa. Il color pesca si addice “enormemente” ad uno dei personaggi più importanti dello spettacolo…Mondo, colui che stimola lo spettatore a ragionare sul buon senso di una scelta per Dio!
Questo color pesca è davvero deprimente, ma Roberta pare felice …
E che dobbiamo fare….
questo passa il convento!

Roberta Botta
Roberta Botta

Anche i ballerini si sono piegati alla fase di prova….anche loro tristemente increduli che delle mantovane potessero essere trasformate in abiti di scena. Qui vedete Simona Galloppa, ballerina nonchè coreografa. Anche lei non sembra propriamente soddisfatta del vestito… la fattura direi che è ottima, ha anche un pizzo sul davanti che ricorda un bavaglio ….Dai Simo….sarai bellissima, nonostante la stoffa sia talmente rigida e dura che per cucirla hanno utilizzato filo da sutura e viti a stella!
Credici, Simo…non sei Venusia, compagna di Jeeg Robot d’acciaio, anche se la stoffa rigida ti rende invincibile!!!!

Simona, ballerina e coreografa del Musical
Simona, ballerina e coreografa del Musical

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