Dal sentire al pensare

Dal sentire al pensare

postato in: Card. Ravasi, Mattutino, Riflessioni | 0

«Non facciamo altro che sentire, e l’abbiamo confuso col pensare».

Questa considerazione riflette una scelta che è quasi un programma per le giovani generazioni (ma non solo per esse): il pensare è sempre più anchilosato, il ricordare è spento, l’immaginare è rattrappito, l’attesa è dissolta. Tutte queste attività alte, che costituivano una sorgente di vitalità per la ricerca umana e spirituale, sono state abbandonate come relitti inutili.

Troppe persone oggi sono ferme in quell’incrocio tra passato e futuro che è il “momento”, un presente grigio e statico, radicalmente diverso da quell'”istante” perfetto da quello stato di pienezza “puntuale”, eterna e traboccante.

No, ora ci si accontenta di quel che è lì davanti, lo si afferra, ci si nutre e ci si rimette seduti ai bordi del fiume del tempo e della storia.

Questo è un modello che, certo, evita le illusioni delle ideologie o la retorica del progresso. Ma alla fine condanna solo a “sentire” e non più a pensare, a ignorare e non più a ricordare, a raggelare la fantasia e non più a sognare, a rassegnarsi e non più a sperare.

Lascia un commento

Devi aver effettuato il login per lasciare un commento.