Le storie d’amore da raccontare

Le storie d’amore da raccontare

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Di seguito una testimonianza che ha scritto il nostro fratello Delio Montieri in occasione del Natale…

 

“Cari fratelli,

vi scrivo per raccontarvi le riflessioni che sono emerse dopo una settimana di esercizi spirituali a Limone sul Garda, città natale di San Daniele Comboni, fondatore dell’istituto missionario omonimo.

Sono stati per Riccardo e per me dei giorni intensi, dove abbiamo riscoperto le tracce di una storia d’amore cominciata il 15 marzo 1831.

E’ la storia di Daniele Comboni, una storia che appartiene a San Daniele, ma anche a tutti coloro che gli hanno donato amore e gli hanno permesso di volare alto, a partire dai suoi genitori. E’ una storia che vive ancora oggi negli sguardi appassionati di chi ha avuto accesso al sogno di Dio per la sua umanità. E’ il sogno di un’umanità libera dalla schiavitù e dall’oppressione, di un’umanità solidale, che sa dividere equamente le risorse che il pianeta gli offre; è il sogno di un’umanità fraterna, pronta ad accogliere gli ultimi e gli emarginati.

Guardando alla storia di san Daniele Comboni, ho pensato che c’è sempre un bagaglio di esperienze che portiamo con noi. Infatti, oltre ad essere noi, noi stessi siamo anche le persone che abbiamo incontrato, che ci sono state accanto nei momenti difficili e che hanno sognato i nostri stessi sogni. E’ l’amore che ci donano gli altri a spingerci sempre oltre, in quello spazio di affidamento nel quale ci sono i volti delle persone che abbiamo conosciuto e di quelle che conosceremo.

Sono le storie d’amore di coloro che incontriamo lungo il cammino che generano i nostri sogni. Queste storie ci raccontano di quanto le persone siano state desiderate, amate e di quanto esse stesse abbiano amato. Dovremmo forse imparare a recuperare una memoria storica di chi, nella sua vita, lunga o breve che sia, ha lasciato un’impronta su questa terra. Ogni uomo avrebbe, così, una sua storia d’amore da raccontarci. In questo modo la storia non apparterrà solo ai capi e ai grandi uomini del passato, ma anche agli invisibili che i libri di scuola hanno dimenticato; saranno questi uomini e queste donne che ci racconteranno le loro infinite storie d’amore.

Ho fatto questa riflessione pensando al servizio che facciamo Riccardo ed io da qualche mese alle cucine popolari, il martedì a pranzo. Dopo aver servito il pasto a tanti senza fissa dimora e immigrati, decidiamo di sedere a mensa con loro per condividere il pranzo. Essi hanno sempre tanto da raccontare e da voler condividere con gli altri. Spesso attendono qualcuno che possa con loro parlare e scambiare un sorriso. La loro attesa è proprio la voglia di voler condividere e raccontare. E non c’è amore più bello di una persona che sta ad aspettarti per un appuntamento mai preso; è proprio lì, nel refettorio di quella mensa, che tanti attendono di poter raccontare il loro amore.

Ho pensato anche a ciò che sta avvenendo nella nostra terra, in Campania: tantissimi morti di tumore, a causa dell’avvelenamento dei territori, e una popolazione che finalmente si risveglia dopo un torpore durato per anni. Ho pensato a quanti funerali, in questi tempi, vengono celebrati nelle parrocchie campane. Eppure è probabile che nei libri di storia verranno ricordati (se verranno ricordati) i nomi dei principali responsabili di questo disastro. Nessun cenno verrà fatto invece a tutte quelle persone che sono morte ingiustamente. Saranno probabilmente storie d’amore dimenticate. Penso, allora, che tocca a noi mantenere viva la memoria di queste vite. Anche queste storie attendono di poter raccontare il loro amore.

C’è quindi un amore che vuole essere raccontato e trasmesso a coloro che incontriamo lungo il cammino della vita. E’ un amore autenticamente umano, di quella umanità che appartiene a Gesù di Nazareth e a tutti gli uomini che hanno vissuto e sognato una realtà di giustizia e di fraternità. Tocca a noi mantenerlo vivo.

Auguri di buon Natale”.

Delio Montieri

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