Buona Esperienza e buona Missione a tutti!

Buona Esperienza e buona Missione a tutti!

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Cari fratelli di Napoli,
sono già passati 3 mesi dal nostro incontro in Francia tra i monasteri della Borgogna e sulle tracce di San Roberto.

Oggi sono di nuovo qui a Padova a vivere la mia prima “Vita comune“; sì, perché da settembre sono in compagnia di Riccardo, postulante come me, e insieme stiamo vivendo la gioia della fraternità. E vivere questa fraternità non è scontato per me  che, solo da settembre, ho avuto il dono di avere un confratello. Ho pensato di lasciarvi questa testimonianza, che non è scritta da me, ma da Riccardo stesso, che ha voluto raccontare come procede questo primo periodo di postulato. Sono parole che sento profondamente anche mie, e sono felice di poterle condividere con voi, affinché le possiate custodire in questi giorni così importanti, in cui la mia e la vostra preghiera sarà incessante per i nuovi fratelli della XLI Esperienza. Sono parole che ci raccontano quanto la fraternità vada costruita, giorno per giorno, nell’attenzione e nell’accoglienza al fratello, così meravigliosamente diverso da noi. Sono parole che ci raccontano quante fraternità nascono, talvolta nel silenzio. Ringrazio il Signore per tutti i racconti di fraternità che stanno nascendo e nasceranno, anche in questi giorni, grazie alle vostre testimonianze di vita e di Resurrezione. Delio


Napoli e Venezia … sono i nomi delle città da cui proveniamo. Siamo Delio e Riccardo. Noi due, giovani molto diversi che si trovano a vivere assieme qui a Padova, dove all’entrata di Casa Comboni c’è una targa con scritto Postulato. È qui che le prime foglie autunnali ci hanno visto arrivare con il nostro zaino, le nostre speranze, e quel grande sogno che la famiglia Comboniana ci ha insegnato a coltivare in questi ultimi anni grazie al cammino GIM (Giovani Impegno Missionario). È qui che inizia la nostra missione o, meglio, è qui che continua quella stupenda avventura che è la vita.

Nonostante gli anni trascorsi assieme a questa famiglia per il nostro discernimento, arrivare qui per iniziare questo cammino ci ha richiesto una nuova dose di coraggio e di affidamento. È un po’ come arrivare in terra d’Africa, dove i primi passi sono incerti ed è necessario prendere la mano di qualcuno è già abituato a passeggiare su quella viva terra rossa.

Neanche il tempo di posare gli zaini e siamo subito in viaggio per Pesaro, dove abbiamo avuto la grazia di fermarci qualche giorno in compagnia della comunità comboniana ed in particolare di P. Renzo Piazza che, con la sua saggia guida ci ha portato a riflettere e pregare sulla vocazione e sulla chiamata. In questo clima di raccoglimento, le dolci colline attorno alla casa, imbandite a festa di ulivi, ci hanno aiutato a lodare il Padre per la sua bontà.

Rientrati a Padova ritroviamo Casa Comboni brulicante di persone e attività: è in atto il convegno nazionale dei Laici Comboniani, occasione che ci permette di conoscere questa bella e giovane realtà della famiglia Comboniana. Sono Laici che si sono riuniti per crescere e camminare.

Le settimane che sono seguite ci hanno portato alla routine di tutti giorni, dove oltre a conoscere la nostra comunità, abbiamo iniziato la Facoltà di Teologia. Facoltà che da subito ci ha richiesto impegno e costanza, ma che ci sta coinvolgendo molto poiché ci aiuta a scoprire quanto c’è da conoscere quando si parla di Dio.

Altro impegno che ci ha coinvolti è il servizio alle Cucine Economiche Popolari dove abbiamo l’occasione di incontrare i senza fissa dimora della città per cominciare a vivere quelle “periferie esistenziali” di cui ci parla papa Francesco.

Delio di Napoli, appassionato della sua realtà e cresciuto assieme a P. Alex Zanotelli, ha fatto della sua città il primo luogo di missione. Io Riccardo, al contrario, ho vissuto varie esperienze di missione lontano da Venezia e, attraverso il percorso GIM (Giovani Impegno Missionario), ho scoperto l’importanza di essere missionari “in casa”.  Ecco allora che fin dai primi giorni, ci accorgiamo di essere diversissimi ma chiamati ad essere fratelli perché abbiamo un denominatore comune.  Fin dai giorni di Pesaro, abbiamo scommesso sulla nostra diversità come ricchezza reciproca. E in effetti, stiamo sperimentando la convivialità delle differenze dove, se uno è più afferrato nell’informazione critica, l’altro si sente a suo agio nel preparare i momenti di preghiera e di veglia.

Scommettiamo sulla nostra capacità di condividere ciò che ci abita dentro per imparare a volerci bene, correggerci fraternamente ed essere l’un per l’altro compagno di pellegrinaggio in quest’anno di cammino.

Forse è poco, ma ricordiamo ogni giorno le parole di un fratello che ci disse: Noi nella nostra comunità comboniana in Ecuador ci volevamo bene, e la gente lo percepiva. E per noi era il primo luogo di missione.

Anche noi ci crediamo.

Terminiamo usando le parole del nostro papa Francesco, chiedendo la grazia di accettare la dimensione della croce che è presente in ogni missione. Chiediamo poi di riuscire a comprendere la grandezza di questa vocazione, cercando di accogliere la grande responsabilità che questa ci chiama ad assumere. Pazienza e coraggio sono le parole che ci hanno accompagnato in questi giorni. Pazienza per iniziare e portare avanti ciò che il Padre vuole da noi e coraggio per abbracciare la croce dei nostri limiti, delle nostre paure e della nostra inadeguatezza. Ma anche la croce di ciò che necessariamente ci farà tribolare perché è proprio Comboni che ci dice: “Le opere di Dio nascono ai piedi della Croce”.

Forse queste sono parole giovani, un po’ ingenue… forse un po’ sciocche. Ma in fondo non capita lo stesso quando ci si innamora? Quando chiamiamo l’amata o l’amato con il suo nome?

In fondo siamo qui perché Lui ha sussurrato il nostro nome, e da quel momento ci siamo messi in ascolto, ed è iniziata una bella relazione di amicizia ed amore dove Lui ci chiama per nome e noi, con gioia, lo chiamiamo con il suo vero nome: Padre!

Buona Esperienza e buona Missione a tutti voi! Riccardo

 

 

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