Edith Stein

Edith Stein

postato in: Riflessioni | 0

L’entrata di Edith Stein nel convento delle Carmelitane non è stata una fuga.

Chi entra nel Carmelo non è perduto per i suoi, ma in effetti ancora più vicino; questo poiché è la nostra professione di rendere conto a Dio per tutti “.

Soprattutto rese conto a Dio per il suo popolo. ”Devo continuamente pensare alla regina Ester che venne sottratta al suo popolo per renderne conto davanti al re. Io sono una piccola e debole Ester ma il Re che mi ha eletto è infinitamente grande e misericordioso. Questa è una grande consolazione”.

Il giorno 9 novembre 1938 l’odio portato dai nazisti verso gli ebrei viene palesato a tutto il mondo. Le sinagoghe bruciano. Il terrore viene sparso fra la gente ebrea.

La Madre Priora delle Carmelitane di Colonia fa tutto il possibile per portare Suor Teresa Benedetta della Croce all’estero. Nella notte di capodanno del 1938 attraversa il confine dei Paesi Bassi e viene portata nel Monastero delle Carmelitane di Echt, in Olanda. In quel luogo stila il 9 giugno 1939 il suo testamento: ”Già ora accetto con gioia, in completa sottomissione e secondo la Sua santissima volontà, la morte che Iddio mi ha destinato. Io prego il Signore che accetti la mia vita e la mia morte … in modo che il Signore venga riconosciuto dai Suoi e che il Suo regno venga in tutta la sua magnificenza per la salvezza della Germania e la pace del mondo… “.

Già nel monastero delle Carmelitane di Colonia a Edith Stein era stato concesso il permesso di dedicarsi alle opere scientifiche. In quel luogo scrisse Dalla vita di una famiglia ebrea”: “Desidero semplicemente raccontare che cosa ho sperimentato ad essere ebrea”.

Nei confronti “della gioventù che oggi viene educata già dall’età più tenera ad odiare gli ebrei … noi, che siamo stati educati nella comunità ebraica, abbiamo il dovere di rendere testimonianza”. In tutta fretta Edith Stein scriverà ad Echt il suo saggio su “Giovanni della Croce, il mistico Dottore della Chiesa, in occasione del quattrocentesimo anniversario della sua nascita, 1542-1942“.

Nel 1941 scrisse ad una religiosa con cui aveva rapporti d’amicizia: “Una scientia crucis (la scienza della croce) può essere appresa solo se si sente tutto il peso della croce. Di ciò ero convinta già dal primo attimo e di tutto cuore ho pronunciato: Ave, Crux, Spes unica (ti saluto, Croce, nostra unica speranza)”.

Il 2 agosto del 1942 arriva la Gestapo.

Edith Stein si trova nella cappella, assieme alla altre Sorelle.

Nel giro di 5 minuti deve presentarsi, assieme a sua sorella Rosa che si era battezzata nella Chiesa cattolica e prestava servizio presso le Carmelitane di Echt.

Le ultime parole di Edith Stein che ad Echt s’odono, sono rivolte a Rosa: “Vieni, andiamo per il nostro popolo”.

Assieme a molti altri ebrei convertiti al cristianesimo le due donne vengono portate al campo di raccolta di Westerbork. Si trattava di una vendetta contro la comunicazione di protesta dei vescovi cattolici dei Paesi Bassi contro i pogrom e le deportazioni degli ebrei. “Che gli esseri umani potessero arrivare ad essere così, non l’ho mai saputo e che le mie sorelle e i miei fratelli dovessero soffrire così, anche questo non l’ho veramente saputo … in ogni ora prego per loro. Che oda Dio la mia preghiera? Con certezza però ode i loro lamenti”.

Il prof. Jan Nota, a lei legato, scriverà più tardi. “Per me lei è, in un mondo di negazione di Dio, una testimone della presenza di Dio“.

All’alba del 7 agosto parte un carico di 987 ebrei in direzione Auschwitz. Fu il giorno 9 agosto nel quale Suor Teresa Benedetta della Croce, assieme a sua sorella Rosa ed a molti altri del suo popolo, morì nelle camere a gas di Auschwitz. Con la sua beatificazione nel Duomo di Colonia, il 1° maggio del 1987, la Chiesa onorò, per esprimerlo con le parole del Pontefice Giovanni Paolo II, “una figlia d’Israele, che durante le persecuzioni dei nazisti è rimasta unita con fede ed amore al Signore Crocifisso, Gesù Cristo, quale cattolica ed al suo popolo quale ebrea”.

Benedici tutti i cuori che si ottenebrano. Soprattutto da’ sollievo, Signore, ai malati, agli afflitti che portano i loro cari alla tomba.
Pace a loro. Insegna a dimenticare. Non lasciare su tutta la terra nessun cuore nell’angoscia per il peccato. 
Benedici coloro che sono felici, Signore: custodiscili sotto la tua protezione.
A me non hai mai tolto l’abito della Madonna, l’abito religioso. Esso talvolta pesa molto sulle mie stanche spalle.
Dammi forza, perché lo porti in penitenza fino alla tomba. 
Infine benedici il mio sonno, il sonno di tutti i morti. 
Ricorda per che cosa tuo Figlio soffrì nell’agonia di morte.
Nella tua grande misericordia per tutte le necessità umane, da’ riposo a tutti i morti nella tua pace eterna.

Lascia un commento

Devi aver effettuato il login per lasciare un commento.