Nella solitudine

Nella solitudine

postato in: Card. Ravasi, Mattutino | 0

Entri, e sei solo. In apparenza, almeno. Perché c’è Dio. Da dove venga non so: forse lo portavi già con te quando sei entrato. Oppure lo ha suscitato la solitudine. (Jean Genet)


In questa frase il soggetto è impegnativo, Dio. Eppure si presenta in un orizzonte comune e quotidiano, quello della solitudine. Chiudi la porta e sei lì, solo, coi soliti mobili, con la polvere, l’abbandono e il silenzio. Ecco, però, la scoperta: Dio ti ha preceduto ed è davanti a te; ti attendeva.


Nell’articolo di ieri scrivevamo che la solitudine è il campo da gioco di Satana, ma è anche uno dei crocevia principali per incontrare Dio e il proprio io intimo e profondo.


Certo, ci può essere il sospetto che sia la solitudine stessa a crearlo. Ma egli è presente e infrange la desolazione dell’isolamento. Ricordiamo che anche Cristo suggeriva di entrare nella propria camera, venendo dalla piazza, e di chiudere la porta, per incontrare Dio nel segreto (Matteo 6, 5-6). Il grande filosofo e credente francese, Pascal, era convinto che buona parte delle nostre sventure e della nostra miseria nascesse dall’incapacità di rimanere da soli nella nostra stanza almeno un’ora al giorno.

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