L’amore noioso

L’amore noioso

L’amore è l’attesa di una gioia che, quando arriva, annoia (Leo Longanesi, giornalista, disegnatore e scrittore, autore di battute fulminanti che nascevano da un’acidità congenita («sono un carciofino sott’odio», confessava di se stesso). 

Pur nella tonalità ironica, l’aforisma che abbiamo proposto stamattina conserva una verità: la debolezza umana riesce a ridurre il fuoco dell’amore a una brace che lentamente si estingue. Il grande nemico dell’amore non è il tradimento, ferita che può essere sanata, ma la noia. 

Per illustrare in modo icastico questo concetto, vorrei affidarmi a un passo del romanzo dello scrittore cattolico scozzese molto popolare Bruce Marshall: il protagonista, padre Gaston, sta viaggiando in treno e «di faccia aveva un uomo e una donna di mezza età: erano così indifferenti l’uno all’altra da far pensare che fossero sposati». Certo, non si può conservare per sempre la freschezza dell’innamoramento; ma il tarlo dell’indifferenza riduce il matrimonio a mera convivenza sotto lo stesso tetto, scambiandosi solo cenni o frasi sul tempo che fa. 
noia
Il dialogo si spegne, i fremiti di tenerezza scompaiono, la noia diventa il nuovo, impalpabile velo nuziale. Tutto questo avviene insensibilmente, senza clamorose liti o inganni, ma solo lasciando che giorno dopo giorno cada un granello di noia, di distacco, di apatia. I granelli si trasformano in una coltre e alla fine si è di fronte al deserto dell’anima e dell’amore. Non è la quiete della serena abitudine alla quotidianità, è ormai la quiete della morte dei sentimenti.

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