L’ANIMA IN GINOCCHIO

L’ANIMA IN GINOCCHIO

postato in: Card. Ravasi, Mattutino | 0

“Ci sono momenti in cui, quale sia l’atteggiamento esteriore del corpo, l’anima è in ginocchio”. 

Frase di per sé ambigua, questa del più famoso romanzo di Victor Hugo “I miserabili”.

Stare in ginocchio, sia interiormente sia fisicamente, può infatti essere anche soltanto un segno di sottomissione al potere o di depressione, riconoscendosi sconfitti oppure diventando adulatori. Purtroppo è, questa, una tentazione frequente, e sotto le ginocchia si mette la propria dignità e talora persino la decenza, pronti a diventare servi untuosi e ipocriti pur di ottenere quella briciola di successo, di benessere o di potere che tanto è ambita e sognata. Il senso che, però, Hugo attribuisce alla sua frase e che noi ora vorremmo esaltare è antitetico e positivo.

Non è sempre necessario far trasparire dall’esterno la nostra dedizione spirituale a una causa. Questo dovrebbe accadere per la stessa fede che, certo, ha bisogno di testimonianza visibile, ma la cui radice è intima e profonda. Il vano prostrarsi in un culto magniloquente e l’arroganza di un cuore superbo sono in evidente contrasto. Onorare Dio con le labbra e avere il cuore lontano da lui, come annunciava il profeta Isaia, è uno sbeffeggiare la religione: «Quando stendete le mani, io distolgo gli occhi da voi; anche se moltiplicate le preghiere, io non le ascolto, perché le vostre mani grondano sangue. Lavatevi, purificatevi, cessate di fare il male, imparate a fare il bene, ricercate la giustizia»(Is 1, 15-17). Solo così l’anima sarà in ginocchio, in un’adorazione genuina gradita a Dio, anche se il corpo sarà impegnato nella società, nel lavoro e nella quotidianità.







Lascia un commento

Devi aver effettuato il login per lasciare un commento.