Quaresima, è lo Spirito a condurci nel deserto

Quaresima, è lo Spirito a condurci nel deserto

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I nostri deserti,  
di Madeleine Delbrêl

[one_half]«Quando ci si ama, si vuol stare insieme.
Quando si è insieme ci si desidera parlare.
Quando ci si ama, è penoso avere sempre gente intorno.
Quando ci si ama, si vuole ascoltare l’altro, solo,
senza che voci estranee ci vengano a turbare.
Per questo coloro che amano Dio hanno sempre sognato il deserto,
per questo a coloro che l’amano Dio non può rifiutarlo.

E sono sicura, mio Dio, che Tu mi ami
e che in questa vita così ostacolata,
stretta tutt’ intorno dalla famiglia,
dagli amici e da tutti gli altri,
non può mancare quel deserto in cui ti si può incontrare.

Non si arriva mai al deserto
senza avere attraversato molte cose,
senza essere affaticati da una lunga strada,
senza strappare i propri occhi al loro orizzonte abituale.
Si guadagnano i deserti, non si regalano.

I deserti della nostra vita, noi li strapperemo
al segreto delle nostre ore umane,
se non faremo violenza alle nostre abitudini,
alle nostre pigrizie.

E’ difficile,
ma essenziale al nostro amore.
Lunghe ore di sonnolenza non valgono dieci minuti
di sonno vero. Così è della solitudine con Te.
Ore di quasi solitudine sono per l’anima un riposo minore
che un tuffo istantaneo nella Tua presenza.
Non si tratta di imparare l’ozio.[/one_half]

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Bisogna imparare a essere soli ogni volta che la vita ci riserva una pausa.
E la vita è piena di pause,
che noi possiamo scoprire o sprecare.
Nella più pesante e grigia giornata,
quale splendida gioia per noi la previsione di tutti questi incontri sgranati…

Quale gioia sapere che noi potremo al tuo solo volto
levare gli occhi,
mentre la farinata diventerà densa,
mentre crepiterà il telefono occupato,
mentre, alla fermata, attenderemo l’autobus in ritardo,
mentre saliremo le scale,
mentre andremo a cercare,
in fondo al viale del giardino,
ciuffi di prezzemolo per condire l’insalata.
Che straordinaria passeggiata,
sarà per noi questa sera
il ritorno in metrò,
quando s’intravedranno appena
le persone incrociate sul marciapiede.
Quali “vantaggi” per te sono i nostri ritardi,
quando si attende un marito, degli amici e dei figli.
Ogni fretta di ciò che non arriva è molto spesso il segno di un deserto.
Ma i nostri deserti hanno rudi divieti,
non fossero che le nostre impazienze
o le nostre fantasticherie vagabonde o il nostro torpore.
Perché noi siamo fatti così,
che non possiamo preferirti senza un minimo di lotta,
e Tu, nostro Diletto,
sarai sempre messo da noi sulla bilancia con questo fascino,
con questa ossessione logorante
delle nostre quisquilie.»
(I poemetti di Alcide in La gioia di credere, Piero Gribaudi Editore, Milano)

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3 risposte

  1. Vi è il deserto, quello dei Padri, dove lo Spirito ha parlato ha parlato alla Chiesa con parole di dolcezza… in quei deserti occorre mettersi in ascolto e fare silenzio dentro per ascoltare quei gemiti inesprimibili

  2. Il deserto è una dimensione che ho sempre voluto allontanare da me. Mi spaventava troppo….ma solo nel deserto ho potuto veramente conoscere il Suo volto…solo quando si sono spente tutte le voci e le distrazioni che mi riempivano l’anima….solo quando la mia anima ha perso tutti i suoi punti di riferimento e si è svuotata completamente …solo allora l’ho incontrato per davvero….

    • ….e vi sono tante forme di deserto. Vi è il deserto della povertà, il deserto della fame e della sete, vi è il deserto dell’abbandono, dell’amore distrutto, il deserto della solitudine che spesso caratterizza chi segue Cristo. Vi è il deserto dell’oscurità di Dio, dello svuotamento delle anime senza più coscienza della dignità e del cammino dell’uomo. I deserti esteriori si moltiplicano nel mondo, perché i deserti interiori sono diventati così ampi

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