Cronaca di una udienza

Cronaca di una udienza

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Quale cosa più bella che organizzare un’udienza dal papa per il venticinquennale dell’esperienza?

Uà….troooooppp bell!!!!

Si decide di interessare padre Orazio per la prenotazione dei posti, il quale ci suggerisce di scegliere un periodo “morto”: il periodo migliore è febbraio, dove alle udienze partecipa generalmente un numero davvero esiguo di persone! La partecipazione del gruppo esperienza ad una udienza del mercoledì sembra essere uno di quegli eventi che rientrano quindi in una ordinarietà. Ma non abbiamo fatto i conti per bene…. o almeno sarebbe stato opportuno contattare Benedetto XVI per saperne di più, prima di avventurarci in una nostra partecipazione in massa ad un circostanza del genere. Si parte con l’organizzazione dell’evento “udienza”, che doveva rientrare nell’ambito di quelle cose tranquille, sebbene con qualche picco di straordinarietà, non foss’altro che per gli orari in gioco….

Sebbene in genere questi eventi vengano organizzati dal mitico Ivano, non so come la palla sia passata nelle mani (sudate!) di Paola, che come sapete le responsabilità non se le vive molto bene, anzi per niente bene… I punti che la sottoscritta riteneva più “delicati” – a parte la prenotazione dei biglietti e il loro ritiro – erano i seguenti:

  • Ingresso in sala nervi previsto per le 8.30;
  • conseguente partenza “intelligente”… (decidiamo per un “ragionevole” orario, compatibile con il sonno sempre arretrato dei fratelli di Santa Teresa, e con l’onnipresente traffico del GRA, il Grande Raccordo Anulare. I fratelli non la pensano alla stessa maniera, ma ce lo aspettavamo. Le 4.30, e non un minuto oltre!)
  • Prenotazione pullman.

Facilissimo…ce la posso fare! Ansia a parte che mi prende non appena maneggio qualche centesimo di euro non mio….mi ripeto di continuo: “ce la posso fare….ce la posso fare….ce la posso fare!” Farcela significa condividere però l’ansia con qualcuno: immolo su questo altare Ivano Agliotti, che definirlo un tesoro prezioso è poco, e Marianna Miale che da Portici verrà con un bus di 26 posti (beata lei – penserò qualche settimana dopo – almeno le sue prenotazioni si risolvono in un file Excel agevole, con al più 28 righe compreso intestazione e riga di sintesi dei soldi anticipati).

Io, per mia deformazione professionale, decido per un file Excel con filtri, colori, somme, funzioni matematiche a 4 incognite, tabelle pivot e annesso database Oracle dalle dimensioni spropositate, per gestire tutte le eventualità e gli imprevisti dei fratelli della Parrocchia di Santa Teresa del Gesù Bambino, imprevisti che di seguito ho voluto elencare a futura memoria, anche se la lista è evidentemente troncata ai meno (avete letto bene, meno!) eclatanti:

  • Calcoli biliari
  • Influenza aviaria
  • Operazioni al menisco + legamenti
  • Traslochi
  • Crisi internazionale
  • Appendiciti
  • Parti
  • Gestazioni e maternità
  • Elezioni Camera e Senato
  • Mutui
  • Bonifici
  • Cambiali e pagherò
  • Meteoriti
  • Congiunzione astrale di Giove in Saturno con avvicinamento di Venere
  • Gastroenterite
  • Varie ed eventuali.

(Tutto vero…l’elenco di sopra è TUTTO vero….)

Si decide di partire con le prenotazioni: 15 euro a testa sembra un prezzo ragionevole. Escludiamo a priori i 49 euro del Freccia Rossa, sebbene questo ci consentirebbe di partire ad un orario “cristiano” (ehhhehe!), ma noi siamo troooppo forti, e per le 4.00 del mattino ce la faremo, sicuuuuro che ce la faremo: inizierò a martellare su Facebook fin da Natale, ricorrendo al Bambino Gesù come ricompensa per questo tipo di prestazione del tutto occasionale; ad una santità di vita che si vede fin dalle privazioni sul sonno mattutino, e facendo memoria dell’oro in bocca che hanno le ore del mattino. Mi smutando in ogni modo, pur di convincere i fratelli di Santa Teresa sull’opportunità di versare 15 euro a fronte di una mezza giornata di festeggiamento per il venticinquennale dell’Esperienza, con un Papa che prosegue le sue meditazioni del mercoledì su argomenti davvero (poco!) interessanti per la nostra crescita spirituale: il “Disegno di benevolenza di Dio” (!). A chi può interessare a parte Sergio Negro e il Capo Sabrina Summonte un tale argomento? Non mi posso perdere d’animo, dovrò pur convincere i fratelli parrocchiani “esperienziati” a partecipare. 

Certo, l’argomento non è propriamente quello che si dice “appassionante”, ma posso coinvolgere il nostro fratello Mario Botta – capo dei catechisti – per iniziare a preparare i fratelli ai gruppi del sabato su questo argomento, davvero coinvolgente ed imprescindibile per la nostra vita di fede. Non ci credo neppure io. E in uno di quei momenti di verità che ti colgono quando di sera ti guardi allo specchio mentre ti strucchi, mi dico: “Nessuno mi crederà!” Il “Disegno della Benevolenza di Dio” – ahimè – non interesserà nessuno. Piango ma resisto. Ce la faccio…ce la faccio…ce la faccio…mi ripeto in ogni minuto dei giorni che precedono!!!

Poi arriva l’11 febbraio 2013. Un leggero sospetto mi coglie alla notizia della Rinuncia di Benedetto XVI nientepopodimenoche al Papato: Benedetto lo sapeva…sapeva che ero io, e non Ivano, ad organizzare, e me lo ha fatto apposta! Benedetto mio, tu lo sapevi che ero io ad organizzare il pullman per il venticinquennale…. Perché mai mi hai fatto questo? Se avessi spostato il tutto di una settimana; se la tua rinuncia fosse stata programmata con giusto 7 giorni di posticipo (e che saranno mai 7 giorni?!? Me lo chiedo ancora oggi, con smarrimento)…embè, se avessi provato a telefonarmi prima, Benedetto XVI caro, insieme avremmo trovato una giornata utile e pure comoda per la tua rinuncia. E io avrei potuto vivermi in tranquillità questo evento…e invece no! Benedetto ha voluto fare come se io e i miei 104 fratelli, i miei 2 pullman e le mie mani sudate non esistessero.

Tralasciate queste insulse preghiere ad un Papa ignaro anche solo della mia esistenza, mi rimbocco le mani, non senza aver pensato prima ad un complotto internazionale ai miei danni. Ma non era ancora finita….ahimè!

Quelli che dovevano essere due pullman ben pieni e festosi per la partecipazione ad un evento ordinario, normale, solito e comune, si trasforma in un caos indescrivibile, complice la mia ansia che ha raggiunto livelli mai registrati prima dal genere umano. Ma Ivano è con me, e non mi abbandona in questa valle di lacrime. Si aggiungono pian piano Sara Galloppa, e Sergio Negro che prende sempre molto a cuore le questioni mie (!).

Vabbuò, Benedè….mo’ te faccio vedè quanti ne veniamo al tuo ultimo saluto alla Chiesa tutta!!! Mi rimbocco le maniche, già bagnate dal sudore delle mie mani, che ad ogni ansia che sopraggiunge si inondano sempre più!

Dopo le prime rinunce dei nostri fratelli di Santa Teresa, spaventati dalla portata universale dell’evento, il mio file Excel raggiunge dimensioni colossali: da 13 KB raggiunge 2.000MB a fronte di incroci tragici e crudeli che si aggiungono man mano: il menisco di Mario sta peggio del previsto. Varchi per disabili non previsti, e finanche la Prefettura della Casa Pontificia si affida alla sottoscritta. Giuro….è capitato anche questo!

Mi dico, con pochissimo conforto e consolazione: se la cosa sta sfuggendo di mano pure alla Prefettura della Casa Pontificia, mi posso consentire un leggero tracollo….i fratelli capiranno. E pure il Papa. Parlando al telefono con Cecilia, il capo di Roma, la sento sempre serena, tranquilla, assolutamente padrona della cosa e degli eventi, ancorché inaspritisi con la sottoscritta! Mi ripeto che sono una frana….. Le circostanze globali concorrono ad intensificare il sudore delle mie mani, le quali ormai sono allo stadio finale, raggiungendo stabilmente quell’effetto “grinzoso” che si ha dopo 86 ore di sosta in acqua: Bersani non mi dà una mano. Grillo se ne frega e Oscar Giannino ci mette del suo con la sua finta laurea!

Ma giungiamo (solo per farvela breve!) al giorno precedente la partenza, quando PippoBus (il gestore dei pullman) caccia dal cilindro la questione dei 2 autisti: “E vabbuò, ‘sta legge dei 2 autisti l’avranno certamente varata ieri” – mi dico assolutamente cosciente del fatto che la Legge di Murphy non sbaglia… «Se qualcosa può andar male, lo farà». Pippo decide di infierire con la sottoscritta: far viaggiare i suoi due autisti-mammole per 12 ore (10 delle quali trascorse a dormire stravaccati sul bus) non gli sembra opportuno. Si stancano. Cosa, cosa?!??!?! Si stancano?!??!??! E io?!???! Io ho giurato e spergiurato che alle h 4.00 si parte – Pippo caro – fatti venire in mente un’altra idea: che so io, le ruote sgonfie, l’acqua nei tergicristalli va rabboccata, il sedile unto….ma non che i 2 autisti-mammole si stancano. Ivano corre in mio aiuto, e fa da intermediario…Pippo capitola alla partenza alle h 4.00. Ho vinto! Questa l’ho spuntata…assafà! (Chi c’era sa, e non me lo dite che ci resto male!)

Giorno 27 febbraio 2013 – h 3.00 Scendo intrepida di casa (ce la faccio…ce la faccio…ce la faccio… ora è il mio mantra, la mia nuova preghiera esicastica, un metodo ascetico per cui si ripete sempre la stessa formula, secondo il ritmo del respiro ….ce la faccio…ce la faccio…ce la faccio)

h 3.30 Arrivano i primi fratelli, impavidi e baldanzosi. Che bello! Sono felice (Ce la faccio…ce la faccio…ce la faccio…)

h 4.00 Arrivano i pagamenti dell’ultima ora, quelli per i quali la mia ansia salirà alle stelle perché si tratterà di soldi che mi devo scarrozzare per tutta Roma e lo Stato Vaticano, ed io sono quella chestomalenonappenamaneggioqualchecentesimodieurononmio! Sto male. (Ce la faccio…ce la faccio…ce la faccio…)

h 4.15 – Iniziano le prime domande imbarazzanti: “Ma il pullman?” (Ora io dico….il pullman non c’è ma se ci fosse si vedrebbe, ed io non so perché non viene, o meglio lo so ma voglio chiederlo a Benedetto XVI quando lo vedo)…. Ce la faccio…ce la faccio…ce la faccio

h 4.20 – Le mani sudano sangue…. Ce la faccio…ce la faccio…ce la faccio

h 4.30 – Il Pullman arriva: prima uno solo, poi a breve l’altro. Quei 15 secondi di scarto tra il primo e il secondo pullman bastano a dare fondo alle ultime riserve di sudore nelle mie mani. (Ma dove e come si produce una tale quantità di liquido nelle mie mani, Dio solo sa!). In 2 minuti e mezzo i miei 98 intrepidi fratelli salgono sui 2 pullman (rettifico, 96 fratelli, perché nel frattempo abbiamo registrato 1 mal di testa e un’assenza ingiustificata). Bravissimi, mai viste prima cose così…una velocità che manco al Pit Stop della Ferrari si è mai vista.

h 4.31 – Siamo partiti!!!! L’impietoso orologio del bus mi dice l’orario, e ce l’ho giusto in fronte a ricordarmi che la partenza doveva essere almeno mezz’ora prima! Ma noi recupereremo….(magari, se i fratelli me lo consentono senza linciarmi prima, posso proporre loro di non fare la sosta tecnica….una pipì trattenuta per 12h che sarà mai….)…. Ce la faccio…ce la faccio…ce la faccio

h 5.30 – Vuoi recuperare?!??! Ahhahhahha…(Benedetto XVI ride, lo sento…. e sono sobria): il nostro fratello Riccardo ha un moto di viscere e DOBBIAMO FERMARCI PER FORZA! Ahhahha (Benedetto continua a ridere, e le mie mani sudano ancora… sempre di più…ormai sono gonfie d’acqua e sudore. Il loro aspetto “grinzoso” mi fa paura!)…. Ce la faccio…ce la faccio…ce la faccio

h 6.00 – Sosta nell’Area Servizio di Frascati: Riccardo s’è liberato, la qual cosa riempie di gran soddisfazione tutto il Bus numero II (abbiamo temuto il peggio!). Benedetto non ride più perché a Sergio Negro – noto ingegnere trasportista, e marito amorevole di una moglie con le mani sudate -, viene in mente che possiamo recuperare almeno mezz’ora di tempo uscendo a Roma Est piuttosto che a Roma Sud! Ma l’ignaro Sergio Negro non ha fatto i conti con gli autisti, mammole e pure capoccioni, che invece pretendono di entrare da Roma Sud, passando per il GRA, e facendoci fare un ameno giro turistico per le Terme di Caracalla, il Circo Massimo, Piazza Venezia, Lungotevere, e ci mancava solo una puntata al Bioparco (pure proposto da Mariano Frezza per far svagare i nostri bimbi, stressati e chiaramente sotto pressione per la questione delle viscere di Riccardo, non ancora completamente risolta, ma sulla via della guarigione). Benedetto XVI riprende a ridere….lo sento proprio….e mi pare che Santa Lucia iniziò così, con delle voci da dentro, o forse con delle risate di un Papa rinunciatario. Ma io sono altro, io ho le mani sudate.

h 8.00 – Giunti al Terminal Gianicolo, tutti giù di corsa (più o meno). Prime interviste non tanto ai cristiani cattolici innamorati della Chiesa e del loro Pietro, ma al Bus numero I e II provenienti da Napoli, i quali, dopo traversie e incognite d’ogni tipo, sono al fin giunti nello Stato Vaticano. La Pacca al TG1 che parla dell’amica e sorella Marianna Miale che stava rischiando il collasso, e il Negro che parla all’ANSA delle mani sudate della moglie Paola.

h 8.15 – Abbiamo i nostri biglietti! Il mio lo conserverò finché campo, a memoria delle risate grasse di Benedetto XVI, della mossa di viscere di Riccardo, e delle mie mani sudate… Entriamo non dopo un rapido controllo (!) ai nostri zaini da parte delle Autorità, che mi dico con molta poca convinzione era proprio necessario… Fabrizio ha il labbro tirato, non lo vedo ma lo so. Noi tutti ci distribuiamo chi sotto alla fontana, chi sotto allo striscione di 7 metri, chi aggrappato al cartello di Giuliano Cerqua…dispersi come il popolo eletto… Decidiamo di ricompattarci, tutti in fondo alla Piazza, felici. Grazie Benedetto! Grazie per le tue parole di uomo vero, povero, umile ma innamorato di Cristo e della Chiesa. Grazie perché su questa barca vogliamo esserci, insieme, così come siamo: con le nostre frittate di maccheroni, con Riccardo e le sue viscere, con le mani sudate di Paola, con il labbro tirato di Fabrizio, i capelli di Lella, le occhiaie di Andrea, i bambini che si sperdono come protesta, le mazze di scopa per reggere lo striscione, i rotoli di carta igienica per reggere i cartelli, i fratelli col menisco rotto, e con gli autisti-mammole e capoccioni. Grazie, Benedetto XVI …Alla prossima esperienza ti facciamo fare “Una volta conosciuto Dio”. Sei grande!

Qui le foto dell’evento!

 

9 risposte

  1. Non so se di te amo di più la straordinaria delicatezza e forza con la quale ti metti a nudo o la prorompente verità e coerenza che fuoriescono dal tuo essere un tutt’uno dentro e fuori…

    Grazie…..grazie…..grazie!!!

  2. GRAZIE PAOLA ……6 UNICA! TVB

  3. Uhuhauhauhaua Paolè, mi hai fatto schiattare… ma soprattutto mi hai fatto sentire come se fossi stato lì con voi.

    GRAZIE! :)

  4. Ringrazio Dio per ognuno di voi, per le peripezie, per la sveglia alle 2.45, per il sonno, il mal di testa e mal di schiena, ma di tantissime altre cose che non sto qui a dirvi…ma soprattutto di essere stati Storia nella Storia, di essere stati tutt’uno con questa Chiesa tanto amata e tanto odiata, ma che ha visto ieri negli occhi stanchi di Benedetto il volto umano di Dio e dell’Amore…
    Grazie anche ha chi ha sudato e ha perso il sonno per questo dono!!!

  5. Chi non c’era (come me) prova invidia…santa, ma invidia sempre è! Perchè le tue mani sudate, perchè le tue ansie, il tuo sacrificio hanno trovato ristoro e conforto nell’essere stata in quella piazza, con i fratelli della nostra comunità, a confermare la tua (e la mia) appartenenza alla chiesa di Cristo, la tua e la mia voglia di rimanere sulla Barca….anche se il Signore sembra dormire……Grazie sorella mia!

  6. SEI UNICAAAAA!!!Grazie Paola…tvb

  7. Paola ringrazio Dio per avermi donato te nella fraternità …. Uno dei Doni più preziosi che io abbia ricevuto! Ti voglio bene! Tra i fatti capitati hai dimenticato: rinvio del concorso scuola che era previsto il giorno 11 febbraio … A data da destinarsi! Ieri abbiamo assaporato la Chiesa che sogna Dio! Fratelli vi voglio bene! Con un nodo in gola: “ciao Benedetto” … E tutti nella Stessa Vacillante ed amata Barca

    • Signore, ti ringrazio perchè attraverso il moto delle mie viscere, mi hai donato di vivere con grande intensità (oserei dire “di pancia”) un momento di grazia per la storia della Chiesa di Dio. Pietro si è fatto piccolo per noi, riconsegnando la guida della “sua” barca al vero, unico, legittimo “proprietario”. Soffia, Spirito di Dio… Soffia sul conclave, sui cardinali elettori e illumina le loro menti affinchè donino alla santa Chiesa un Papa che faccia grandi cose, con l’aiuto di Dio. Prego per Benedetto XVI e tu, papa emerito, prega con noi e per noi!

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